Statement Artist

Penso che la mia salvezza sia stata dire di no alla mia prima digital camera. Preferii spendere così quei risparmi in libri di fotografia, tra i quali non v’era alcun manuale: solo saggi, trattati e libri di singoli autori. Ed è grazie a quella scelta che oggi sono un fotografo professionista, un autore di libri fotografici.

La mia fotografia opera sulla stratificazione delle immagini secondo il principio di sovrapposizione diegetica attraverso il linguaggio del fotodinamismo.

Sono attratto dall’imperfezione estetica e dagli elementi di rottura che il mondo non rivela ai miei occhi. Credo che fotografare significhi esplicare l’invisibile nel visibile; l’interpretare senza duplicare: il fardivenire l’energia, materia. Ho pubblicato due libri: Paranoid (2015) e RECycle: fotografia ecosostenibile (2020). Nel primo ho trattato i conflitti tra etica ed estetica in fotografia attraverso la realizzazione di circa quaranta Polaroid. Nel secondo, invece, redatto durante il primo lockdown, ho trattato dell’archivio fotografico fisico come fonte di creazione di nuove opere: ho sovrapposto le foto inutilizzate presenti nel mio archivio per dar vita a nuove immagini, di fatto riciclandole.

Fotografando cerco di restituire le mie ossessioni e di raccontare i miei sogni. Mi affascina il legame tra cinema-fotografia e musica-fotografia: ovvero il fil rouge che unisce le arti figurative alla semiotica e all’ermeneutica. Per me contaminazione è innovazione.